VALORIZZAZIONE DELLA NATURA E DELL'AMBIENTE

ISEA ONLUS ... VOLONTARI PER PASSIONE

Ambiente ed Ecologia

Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici

L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha pubblicato il rapporto “Il consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”.

L’edizione 2018 del Rapporto sul consumo di suolo in Italia, la quinta dedicata a questo tema, fornisce il quadro aggiornato dei processi di trasformazione del nostro territorio, grazie alla cartografia aggiornata del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), che vede ISPRA insieme alle Agenzie per la protezione dell’ambiente delle Regioni e delle Province Autonome, in un lavoro congiunto di monitoraggio svolto anche utilizzando le migliori informazioni che le nuove tecnologie sono in grado di offrire.

Il Rapporto analizza l’evoluzione del consumo di suolo all’interno di un più ampio quadro delle trasformazioni territoriali ai diversi livelli, attraverso indicatori utili a valutare le caratteristiche e le tendenze del consumo e fornisce nuove valutazioni sull’impatto della crescita della copertura artificiale, con particolare attenzione alla mappatura e alla valutazione dei servizi ecosistemici del suolo.

Esposizione al caldo e al freddo, un opuscolo per valutare il microclima

La Direzione regionale Inail Campania, avvalendosi degli esperti del settore Certificazione, Verifica e Ricerca, ha realizzato un opuscolo “La valutazione del microclima” per fornire ai datori di lavoro, ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione e a tutti coloro che si occupano di prevenzione nei luoghi di lavoro, un momento di sintesi sulle attuali conoscenze e permettere loro di valutare nel migliore dei modi i rischi legati alle condizioni microclimatiche del luogo di lavoro e di realizzare le migliori azioni correttive.

Le condizioni microclimatiche di un luogo di lavoro e di vita, possono interferire significativamente con le attività degli occupanti. In ambienti d’ufficio o domestici si possono creare condizioni non confortevoli che possono ridurre la produttività ma anche favorire il verificarsi di infortuni e di piccoli malesseri.

Acustica e vibrazioni: riduzione del disturbo, miglioramento del comfort. Pubblicato un nuovo dossier dall'UNI

Il rumore, come le vibrazioni, può causare sulle persone effetti avversi psicologici o di salute come, per esempio, disturbo del sonno o interferenza con le comunicazioni verbali. In situazioni estreme, questi effetti possono trasformarsi in ansia, stress, irritabilità e incapacità di concentrazione. 
Questo può avvenire sia all’aperto, sia nel nostro ambiente abitativo, lavorativo, sociale e ricreativo. Questi due elementi fisici oggi sono tra i principali fattori d’inquinamento naturale e rappresentano un problema di grande importanza economica e sociale, sia per il numero dei soggetti esposti sia per gli effetti sulla salute umana.
Altro argomento interessante e particolarmente sentito è quello del rumore intrusivo, ovvero quello percepito in un ambiente aperto e/o chiuso che perturba il contesto acustico proprio dell'ambiente stesso. Può essere generato da una singola sorgente o da una serie di sorgenti anche non omogenee e non simultanee. La determinazione dei parametri propri del rumore "intrusivo" rappresenta una tematica rimasta finora priva di una specifica descrizione tecnica, pur rappresentando un ambito assai importante nel campo dell'acustica.

L’autorizzazione unica ambientale: cos’è e come funziona

di
Bernardino Albertazzi

 
L’Autorizzazione unica ambientale [1] è stata istituita dal D.P.R. 13 marzo 2013, n. 59 “Regolamento recante la disciplina   dell’autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, a norma dell’articolo 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35”.

Il richiamato articolo dispone, tra l’altro, che:

a) l’autorizzazione sostituisce  ogni  atto  di  comunicazione, notifica ed autorizzazione previsto  dalla  legislazione  vigente  in materia ambientale; b) l’autorizzazione unica ambientale e’ rilasciata  da  un  unico ente;  c)  il  procedimento  deve  essere  improntato  al  principio  di proporzionalità degli adempimenti amministrativi in  relazione  alla dimensione  dell’impresa  e  al   settore   di   attività,   nonché all’esigenza  di  tutela  degli  interessi  pubblici  e  non   dovrà comportare l’introduzione di maggiori oneri a carico delle imprese.

L’Autorizzazione unica ambientale (A.U.A.) è stata prevista dal legislatore quale risposta alla richiesta delle imprese di semplificare i procedimenti afferenti ad una molteplicità di autorizzazioni e comunicazioni previste dalle leggi in materia ambientale per il tramite del Suap, mantenendo peraltro un elevato livello di tutela dell’ambiente.

Riduzione delle emissioni nazionali di inquinanti atmosferici: pubblicato il decreto

Entra in vigore il 17 luglio 2018 il Decreto Legislativo 30 maggio 2018, n. 81 di attuazione alla direttiva (UE) 2016/2284 sulla riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici, e abroga il D.Lgs. n.171/2004 (che attuava la precedente Direttiva in materia, 2001/81/CE). Fino al 31 dicembre 2019 sarà possibile applicare i limiti nazionali di emissione previsti dall'articolo 1 e dall'allegato I del decreto legislativo n. 171 del 2004.

Il decreto è finalizzato al miglioramento della qualità dell'aria attraverso impegni nazionali di riduzione delle emissioni di origine antropica, l'elaborazione, l'adozione e l'attuazione di programmi nazionali di controllo dell'inquinamento atmosferico, obblighi di monitoraggio delle emissioni delle sostanze inquinanti e degli impatti dell'inquinamento atmosferico sugli ecosistemi e una più efficace informazione rivolta ai cittadini.

Premio Comuni Ricicloni XXV edizione: sono 505 i Comuni rifiuti free del 2018, 19 in più rispetto al 2017

Immagine: Premio Comuni Ricicloni XXV edizione: sono 505 i Comuni rifiuti free del 2018, 19 in più rispetto al 2017

Premio Comuni Ricicloni XXV edizione: sono 505 i Comuni rifiuti free del 2018, 19 in più rispetto al 2017

Il XXV rapporto Comuni Ricicloni di Legambiente è stato presentato oggi a Roma nell’ambito dell’EcoForum l’economia circolare dei rifiuti, che si è concluso con la premiazione delle comunità locali, degli amministratori e delle esperienze che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti urbani

In Italia sono sempre più numerosi i Comuni rifiuti free, cioè quei Comuni dove la raccolta differenziata funziona correttamente, ma soprattutto dove ogni cittadino produce, al massimo, 75 chili di secco residuo all’anno, ovvero di rifiuti indifferenziati avviati a smaltimento. Erano 486 lo scorso anno, sono 505 nel 2018, per un totale 3.463.849 cittadini, circa 200.000 in più rispetto al 2017. Il trend è positivo quindi, ma evidentemente c’è ancora molto da fare in tema di economia circolare.

100.000 mila euro per la sostenibilità: bando micro-progetti

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ENTE EROGATORE

Fondazione punto.sud con Generas Foundation e Poste Italiane

SCADENZA

28 luglio 2018 alle ore 23.59

PROMOTORI E OBIETTIVI 

Il bando è realizzato da Fondazione punto.sud, in collaborazione con il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2018, con il supporto di Poste Italiane e Fondazione Generas, nell’ambito dell’iniziativa NOPLANETB, un progetto triennale co-finanziato dall’Unione Europea che coinvolge sei paesi europei (Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Romania, Ungheria) e si propone di promuovere la sensibilizzazione dei cittadini sulle tematiche ambientali e sulla lotta al cambiamento climatico.  L’Obiettivo del bando è quello di selezionare e finanziare micro-progetti che contribuiscano agli obiettivi dell’iniziativa.

CARATTERISTICHE DEI PROGETTI

Saranno finanziate attività di sensibilizzazione, informazione, advocacy e comunicazione sul tema della cura e della valorizzazione del territorio e delle aree urbane, in particolare sulla cura del verde urbano, che abbiano uno o più dei seguenti obiettivi:

  • Rispetto del patrimonio naturale delle città e sostegno dell’utilizzo e dell’accesso delle aree verdi da parte dei cittadini
  • Diffusione della cultura del rispetto delle aree verdi nelle città
  • Diffusione, promozione e/o rafforzamento di una nuova cultura del verde urbano e delle aree pubbliche come beni comuni
  • Promozione del collegamento fra le azioni che incrementano la dotazione di verde urbano e le iniziative di rigenerazione urbana con la massima attenzione la fruizione delle aree verdi da parte dei cittadini.

L’iniziativa per cui può essere richiesto un contributo deve:

  • Essere realizzata nella Città Metropolitana dove ha sede l’organizzazione proponente
  • Essere realizzata a partire dal mese di Novembre 2018 avere una durata compresa tra i 3 e i 6 mesi.

Ecolabel: nuova edizione per la UNI EN ISO 14024

Pubblicata la nuova versione della UNI EN ISO 14024:2018 “Etichette e dichiarazioni ambientali - Etichettatura ambientale di Tipo I - Principi e procedure”, messa a punto dall’ISO/TC 207/SC 3 "Environmental labelling".
Ecolabel è il marchio di qualità ecologica dell’UE che contraddistingue prodotti e servizi che, pur garantendo elevati standard prestazionali, sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.
La UNI EN ISO 14024:2018, stabilisce i principi e le procedure per lo sviluppo di programmi di etichettatura ambientale di tipo I, volontari, che possono essere gestiti da organismi pubblici o privati o avere carattere nazionale, regionale o internazionale e per la valutazione e la dimostrazione di conformità. 
La norma include la selezione delle categorie di prodotto, dei criteri ambientali di prodotto e delle caratteristiche funzionali di prodotto, stabilendo inoltre le procedure di certificazione per l’assegnazione dell’etichettatura.
La revisione rafforza le indicazioni sugli elementi e sulla documentazione utilizzata per assegnare il marchio ecologico e definisce le competenze dei verificatori, allineandoli con i requisiti di altre tipologie di etichette ambientali menzionate nella UNI EN ISO 14020.
Le descrizioni e i principi base contenuti nella precedente edizione (1999) sono invece rimasti invariati, in quanto descrivono pienamente il lavoro che gli Ecolabel di tipo I svolgono con successo nel mondo”.

Pesca e acquacoltura, dalla Regione Campania bandi per 11 mln

La Regione Campania, con i Decreti nn. 133, 134 e 135 del 22 maggio 2018, ha approvato i bandi di attuazione delle misure del Programma Operativo Feamp MP (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca) 2014/2020 dedicate agli operatori della pesca e alle imprese acquicole, per una dotazione finanziaria complessiva di oltre 11 milioni di euro.

Con il Feamp la Regione mette a disposizione delle Pmi del comparto pesca e acquacoltura le risorse necessarie alla loro crescita economica, anche in termini di competitività, innovazione e sostenibilità, con l’obiettivo di creare sviluppo e occupazione nei territori costieri. Nello specifico, il bando della misura 1.32 (dotazione finanziaria di circa 2,1 milioni), punta a migliorare le condizioni di igiene, salute, sicurezza e lavoro dei pescatori, sostenendo gli investimenti, a bordo delle imbarcazioni o destinati a singole attrezzature, che siano aggiuntivi a quelli effettuati in ottemperanza alla normativa nazionale e dell’Unione.

Possono presentare domanda di sostegno tutti i pescatori, gli armatori o proprietari delle imbarcazioni. Il bando della misura 1.41 (dotazione di 2,4 milioni di euro) supporta gli investimenti volti ad aumentare l’efficienza energetica delle imbarcazioni e mitigare gli effetti della pesca sui cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni di carbonio. In concreto, sono finanziabili operazioni quali la sostituzione dei motori, l’acquisto di attrezzature a bordo o l’adozione di fonti rinnovabili di energia, effettuate da armatori e proprietari delle imbarcazioni.

Criteri ambientali minimi, decreto per il servizio di illuminazione pubblica

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il Decreto ministeriale del 28 marzo 2018 che disciplina i criteri ambientali minimi dei servizi di illuminazione pubblica (CAM).  

Il decreto costituisce parte integrante del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione, definendo i criteri ambientali minimi che, ai sensi del D.Lgs.  50/2016, le Amministrazioni pubbliche devono utilizzare nell'ambito delle procedure per l'affidamento del servizio di illuminazione pubblica (IP).

Il decreto tiene altresì conto di quanto proposto nelle Comunicazioni della Commissione Europea COM(2008)397 "Piano d’azione su produzione e consumo   sostenibili   e   politica   industriale sostenibile”, COM(2008)400” Appalti pubblici   per   un   ambiente migliore" e COM(2011)571 "Tabella di marcia verso l'Europa efficiente nell'impiego delle risorse".

In particolare, i criteri stabiliti nel decreto trovano applicazione anche nei confronti delle Amministrazioni che svolgano in proprio, in tutto o in parte, le attività che costituiscono il servizio IP.

I CAM "Servizio IP" sono stati definiti tenendo conto del fatto che le  Amministrazioni  pubbliche  operano  in  contesti  e   condizioni operative  molto  diversi,  a   partire   dalla   disponibilità   di informazioni sullo stato degli impianti e  delle  risorse  economiche per eventuali  interventi  di  riqualificazione,  e  che  gli  stessi impianti possono trovarsi in situazioni molto diverse in relazione al rispetto della normativa, all'aggiornamento tecnologico ed al livello di efficienza energetica.

Il Decreto entrerà in vigore centoventi giorni dopo il 28 aprile 2018, data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

SALVIAMO LA TERRA - PIANTIAMO UN ALBERO

SALVIAMO LA TERRA - PIANTIAMO UN ALBERO

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio)

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa.  Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio)

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PREVENIRE I CAMBIAMENTI CLIMATICI

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