VALORIZZAZIONE DELLA NATURA E DELL'AMBIENTE

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Ambiente ed Ecologia

L’Europa dice sì all’acqua come diritto umano

Storico voto del Parlamento europeo. Trionfo della campagna Right2Water, che con 1.8 milioni di firme ha sollevato il tema del diritto umano all’acqua

L’Europa dice sì all’acqua come diritto umano 2

Il diritto umano all’acqua deve entrare nella legislazione comunitaria. È il verdetto dell’Europarlamento, che poche ore fa ha approvato una relazione modellata sulla proposta formulata dalla campagna Right2Water tramite una ECI (European Citizens Initiative) che ha raggiunto il tetto record di1.884.790 adesioni.

Il documento è stato approvato con 363 sì, 96 no e 231 astenuti. La deputata irlandese del GUE, Lynn Boylan, ha accolto con favore l’esito della votazione: «Questa è una vittoria per la società civile e per gli attivisti di Right2Water in tutta Europa. Gli 1,8 milioni di firmatari dell’iniziativa dei cittadini europei, primo caso di successo per questo meccanismo, hanno finalmente ricevuto il sostegno che meritano da un’istituzione dell’Ue. La risposta iniziale della Commissione all’ECI era stata vaga, deludente e aveva fatto poco per esaudire le richieste. Io e altri colleghi progressisti ci siamo riuniti per produrre una relazione che meglio rispondesse alla loro campagna».

Gel di silice: come riutilizzare le bustine

Bustine di gel di silice, sapete cosa sono e come riutilizzarle? Forse avrete trovato delle bustine di gel di silice (silica gel) nelle scatole delle scarpe nuove o all'interno di una borsa appena acquistate. Questa sostanza è innocua e viene utilizzata per le sue proprietà assorbenti e disidratanti, dunque per prevenire la formazione di umidità e muffe.

Gel di silice è il termine comunemente utilizzato per la silice colloidale, un polimero del diossido di silicio, quando viene impiegato per le sue proprietà disidratanti ed estremamente adsorbenti, spesso sotto forma di bustine.

 

 

Le bustine di gel di silice vengono utilizzate per proteggere dall'umidità prodotti che potrebbero rovinarsi a causa della sua formazione. Se fino a questo momento avete pensato che le bustine di silice fossero inutili, o non sapevate di preciso di cosa si trattasse e dunque le avete buttate via, ecco alcune idee per voi per tenerle da parte da questo momento in poi e riutilizzarle.

7° edizione del premio per lo sviluppo sostenibile

La Fondazione per lo sviluppo sostenibile ed Ecomondo istituiscono, anche per l’anno 2015, la settima edizione del premio destinato alle imprese che si siano particolarmente distinte per impegno innovativo ed efficacia dei risultati per uno sviluppo sostenibile, nonchè per le start-up dedicate alla produzione di beni e servizi della green economy.

Per l’anno 2015 il Premio riguarderà imprese dei seguenti settori:

  • Rifiuti e risorse

  • Mobilità sostenibile

  • Start-up dedicate alla green economy

Consumo di suolo, l’Italia perde ancora terreno

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Quasi il 20% della fascia costiera italiana – oltre 500 Km2 – l’equivalente dell’intera costa sarda, è perso ormai irrimediabilmente. È stato impermeabilizzato il 19,4% di suolo compreso tra 0-300 metri di distanza dalla costa e quasi e il 16% compreso tra i 300-1000 metri. Spazzati via anche 34.000 ettari all’interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi. Il cemento è davvero andato oltre invadendo persino il 2% delle zone considerate non consumabili (montagne, aree a pendenza elevata, zone umide). A mappare lo stivale della “copertura artificiale”, l’ISPRA che, grazie alla cartografia ad altissima risoluzione, nel suo Rapporto sul Consumo di Suolo 2015 – presentato questa mattina a Milano, nel corso del convegno collaterale all’EXPO2015 “Recuperiamo Terreno” - utilizza nuovi dati, aggiorna i precedenti e completa il quadro nazionale con quelli di regioni, province e comuni, senza trascurare coste, suolo lungo laghi e fiumi e aree a pericolosità idraulica.

L'innovazione sposa il riciclo

di Giorgio Lonardi

Fonte: materialerinnovabile.it

Si fa presto a riciclare la carta per produrre altra carta. Oppure la plastica per ottenere un altro tipo di plastica. Tuttavia la partita risulta più interessante se il riuso dei materiali si accompagna alla ricerca di nuovi mercati di sbocco e di nuovi prodotti capaci di suscitare l’interesse dei consumatori. Insomma, si tratta di fare i conti con il marketing e con l’innovazione, quella vera. Una tendenza che comincia a diffondersi nel nostro paese coinvolgendo una serie di realtà di dimensioni medie e piccole che stanno sperimentando nuove formule e nuovi prodotti. Ma anche un fenomeno destinato ad allargare il mercato del riuso nel suo complesso.

Ambiente e benessere equo e sostenibile nelle città italiane, i dati di Urbes 2015

Il secondo rapporto Urbes 2015 sul Benessere equo e sostenibile nelle città, di Istat e Cnel, individua in 12 dimensioni (Salute, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione tempi di vita, Benessere economico, Relazioni sociali, Politica e istituzioni, Sicurezza, Benessere soggettivo, Paesaggio e patrimonio culturale, Ambiente, Ricerca e innovazione, Qualità dei servizi) «Il quadro di riferimento tematico e metodologico per la misurazione del progresso del Paese da affiancare a quello macroeconomico tradizionalmente utilizzato per la misura della crescita».

L’analisi dello stato di benessere nelle città italiane evidenzia diseguaglianze molto forti, con la solita dicotomia tra Centro-Nord e Mezzogiorno che si ritrova anche a livello urbano. Ma tra le città meridionali emergono anche dinamiche positive e potenzialità su cui investire. Però il rapporto conferma che «Differenziali negativi si osservano, come era da attendersi, rispetto al reddito, alle condizioni materiali di vita e all’occupazione ma toccano anche elementi significativi in altri domini del Bes: dalla speranza di vita ai livelli di scolarizzazione, dalla conservazione del patrimonio edilizio alla ricerca e innovazione, dalla diffusione del non profit alla dotazione e fruizione di servizi come quelli culturali o per la prima infanzia. Non mancano però tematiche per le quali sono alcune città del Sud a evidenziare performance mediamente migliori di quelle del Centro-Nord, come i reati contro il patrimonio e le problematiche della mobilità urbana, anche se, per queste ultime, è riscontrabile un impegno proporzionalmente maggiore in termini di trasporto pubblico locale e di servizi innovativi di infomobilità».

L’erbicida glifosato è probabilmente cancerogeno

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di

È guerra tra la multinazionale Monsanto e l’Organizzazione mondiale della sanità, dopo l’annuncio dell’inclusione del glifosato, un diserbante di cui la società possedeva il brevetto fino al 2001, tra le sostanze classificate come probabilmente cancerogene. La decisione è arrivata negli scorsi giorni, con la pubblicazione di uno studio dell’International Agency for Research on Cancer (Iarc) (presente per ora anche su Scribd), un panel di esperti che valuta per conto dell’Oms le conoscenze scientifiche disponibili sui rischi che una determinata sostanza possa provocare l’insorgenza di tumori.

La Yucca e la farfallina

Gli insetti che fecondano le piante, quasi sempre sono trattati con grande galanteria: i begli abiti setosi, colorati e profumati che sono i fiori, contengono cibo nutriente e saporito come il polline, oltre alla bevanda energetica del nettare. Ci sono piante, però, che oltre a lasciarsi fecondare da un solo tipo di insetto, riservandogli in esclusiva tutti i riguardi, gli offrono anche ospitalità per le uova. E’ il caso del caprifico, o fico selvatico, che in inverno ospita le uova della minuscola vespa Blastophaga psenes nei piccoli fichi duri che porta sui rami.

Clorpirifos, il pesticida che danneggia il cervello dei bambini

Da anni ormai si conosce la pericolosità del pesticida Clorpirifos, tant’è che la U.S. Environmental Protection Agency ne ha bandito l’uso domestico. Eppure continua ad essere utilizzato ampiamente in agricoltura. La tossicologa Janette Sherman ribadisce come questa sostanza sia in grado di danneggiare seriamente il cervello dei bambini. Eppure le autorità preposte non la bandiscono.

Fonte:  Redazione www.ilcambiamento.it 

Quanta terra ci resta?

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Ogni anno sul pianeta si perdono circa 24 miliardi di tonnellate di terra fertile. Cemento, contaminazioni, pratiche agricole dissennate: l’umanità si comporta come se avesse a disposizione una risorsa inesauribile. A mostrarci chiaramente quanto le preoccupazioni per lo stato di salute del suolo non siano peregrine, è il Soil Atlas 2015. Nell’anno Internazionale dei Suoli, l’atlante fornisce più di uno spunto di riflessione sul rapido declino di questa risorsa essenziale per il benessere e la sopravvivenza dell’umanità (e dell’intera biosfera). Dati e immagini di immediata comprensione, come quelle che trovate in questa pagina, che mostrano, per esempio, come procedendo a questo ritmo nel 2050 la terra disponibile per la produzione alimentare sarà più che dimezzata rispetto a quella che utilizzata nel 1960.  

SALVIAMO LA TERRA - PIANTIAMO UN ALBERO

SALVIAMO LA TERRA - PIANTIAMO UN ALBERO

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio)

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