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Il Codice del Terzo settore è legge. Cosa cambia con il grande “riordino”

Pubblicato in GU il decreto legislativo più corposo tra quelli previsti dalla riforma. Ma avrà bisogno di ben 20 decreti ministeriali per funzionare. In un solo testo tutti gli “Enti del Terzo settore” e le “attività di interesse generale” che dovranno svolgere. Con i relativi obblighi e vantaggi

 Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è in vigore da oggi il Codice del Terzo settore. Si tratta del decreto legislativo più corposo (104 articoli) tra i cinque emanati dopo la legge delega per la riforma del Terzo settore (106/2016). E avrà bisogno a sua volta, entro il prossimo anno, di ben 20 decreti ministeriali perché funzioni, nella pratica, tutto quanto previsto.

La parola riordino, usata più volte anche dal sottosegretario Luigi Bobba, “padre” della riforma, è la più appropriata per indicare lo scopo principale del Codice. Tre esempi sono sufficienti a farne comprendere la portata.

Il Ponte Nuovo 2017 anno 10 n.2

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Il Ponte nuovo n. 2 anno 2017

Che cosa è il diritto delle città

Ricorre sempre più frequentemente l’uso dell’espressione “diritto delle città”. Si tratta di una locuzione davvero difficile da afferrare in prima battuta, perché verrebbe quasi spontaneo associare questo tema al diritto degli enti locali o al diritto urbanistico, ma in entrambi i casi sfuggirebbero i motivi di questa nuova espressione. E, in effetti, la sua coniazione prescinde da questi riferimenti.

Città come creature di comunità

Riprendendo la dicotomia utilizzata da uno studioso americano molti anni fa (G.E. Frug, The city as a legal concept, in Harvard Law Review, 1980, 93, 6, 1059 ss.) ridurre le città agli enti locali o al diritto urbanistico significa ricondurre le città a “creature degli stati”, entità cioè che svolgono funzioni in quanto conferite, delegate o attribuite dallo stato mediante atti puntuali di carattere normativo. In questo senso le città verrebbero assunte come organismi – certo complessi – chiamati ad assolvere funzioni pubbliche che collimano con gli interessi dello stato.
Quando si parla, però, di diritto delle città si intende altro e, secondo la bipartizione di Frug, le città dovrebbero essere considerate come libere associazioni di soggetti che si consociano nell’uso comune di un territorio conurbato che presenta una complessità di interessi. Le città, insomma, come “creature di comunità”. In questo senso le città sono viste sempre all’interno di ordinamenti più ampi che le comprendono, ma capaci anche di esprimere potenzialità che la prima accezione manifesta solo in modo parziale. In questo senso le città eserciterebbero un’autonomia che è innanzitutto normativa, la cui fonte è direttamente data dalla politicità degli interessi rappresentati sul territorio (Giannini).
Possiamo così dire che per diritto delle città si deve intendere quel complesso di regole che governano spazi urbanizzati la cui origine trova fonte nella rappresentanza della comunità che le istituzioni cittadine interpretano e nel diretto coinvolgimento delle organizzazioni o delle individualità della società civile.

Nuovo Regolamento Ue sulla privacy. Dal Garante la prima Guida applicativa

Il Garante per la privacy ha elaborato una prima Guida all'applicazione del Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali.

guida privacy

La Guida traccia un quadro generale delle principali innovazioni introdotte dalla normativa e fornisce indicazioni utili sulle prassi da seguire e gli adempimenti da attuare per dare corretta applicazione alla normativa, già in vigore dal 24 maggio 2016 e che sarà pienamente efficace dal 25 maggio 2018.

L'obiettivo della Guida è duplice: da una parte offrire un primo "strumento" di ausilio ai soggetti pubblici e alle imprese che stanno affrontando il passaggio alla nuova normativa privacy; dall'altro far crescere la consapevolezza sulle garanzie rafforzate e sui nuovi importanti diritti che il Regolamento riconosce alle persone.

156 EMOZIONI CHE HAI PROVATO, NON SAI DI AVER PROVATO O NON PROVERAI MAI

Se grazie a Paul Ekman sapevamo che ci sono almeno 6 emozioni (felicità, tristezza, rabbia, disgusto, paura e sorpresa) la cui manifestazione varia anche in base alla cultura di riferimento, oggi grazie all'Atlante delle emozioni umane di Tiffany Watt Smith abbiamo la certezza che lo spettro delle emozioni a nostra disposizione è decisamente più ampio.

Il saggio, appena pubblicato da Utet Libri (22 euro, anche in versione ebook) presenta le “156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai”. L'autrice è una storica culturale e fa parte del comitato direttivo del Centre for the History of the Emotions, dove – oggi - si occupa di indagare la storia dell’imitazione compulsiva: dalla frenologia di epoca vittoriana ai più recenti studi sui neuroni specchio.

Il Ponte Nuovo 2017 anno 10 n. 1

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Il Ponte nuovo n. 1 anno 2017

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio)

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa.  Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio)

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