VALORIZZAZIONE DELLA NATURA E DELL'AMBIENTE

ISEA ONLUS ... VOLONTARI PER PASSIONE

Attività culturali

Coincidenze significative: Jung, l’I Ching e la sincronicità

 

Coincidenze significative: Jung, l’I Ching e la sincronicità

 

Nell’esplorazione dell’inconscio ci imbattiamo in cose assai strane, dalle quali un razionalista si ritrae con orrore, pronto poi a sostenere di non aver visto niente. L’irrazionale pienezza della vita mi ha insegnato a non scartare alcunchè, nemmeno ciò che va contro tutte le nostre teorie (così effimere, nel migliore dei casi) o comunque non ammette spiegazioni immediate”.
C. G. Jung

Nel romanzo ucronico di Philip K. Dick, La Svastica sul Sole, poi ripubblicato col titolo L’Uomo nell’Alto Castello (da cui l’affascinante serie prodotta da Amazon), i personaggi ripiegano sui servigi del Libro dei Mutamenti, ovvero l’I Ching, il libro cinese degli oracoli. Dick stesso, del resto, non fece mistero di averlo impiegato per indirizzare la trama del suo fantasioso romanzo. Spiega in un’intervista datata 1974:

Ho usato l’I Ching ne L’uomo nell’Alto Castello, poichè avevo deciso che un certo numero di personaggi [del libro] ne avrebbe fatto uso. Allorchè essi ponevano una domanda, lanciavo le monete e tracciavo le linee dell’esagramma. Questo metodo ha governato la direzione del libro. Per esempio, quando Juliana Frink decide se dire o meno ad Hawthorne Abensen di essere il bersaglio degli assassini, in quel caso la risposta [dell’I Ching] indicava che avrebbe dovuto”.

L’I Ching fornisce consigli oltre al particolare, consigli che trascendono la situa-zione immediata. Le risposte fornite dai suoi 64 esagrammi hanno una qualità universale. “Se usi l’I Ching abbastanza a lungo e in maniera continuativa”, riporta ancora Dick, “esso comincerà a cambiarti e a modellarti come persona. Che tu lo voglia o no, ti trasformerà in un taoista, indipendentemente dal fatto che tu abbia mai udito prima un simile termine”.

Cocaina: superare la dipendenza bloccando i recettori della dopamina

cocaina

Il consumo abituale di cocacina può facilmente generare dipendenza. Per chi decide di smettere le opzioni terapeutiche disponibili sono prettamente di sostegno psicologico: terapia cognitivo comportamentale, o “programmi in dodici passi”, sul modello di quelli utilizzati dagli alcolisti anonimi. Uno studio pubblicato sulla rivista eNeuro dai ricercatori della Oregon Health & Science University prospetta però una nuova possibilità: bloccare farmacologicamente i recettori per la dopamina nell’amigdala aiuterebbe infatti a diminuire gli effetti della cocaina, riducendo il consumo e aumentando così le possibilità di superare la dipendenza.

Strategie (e motivazioni) per un uso sostenibile dello smartphone

Analizzando centinaia di testimonianze, un gruppo di ricercatori ha individuato le quattro principali motivazioni che spingono le persone a ridurre l’uso del telefono, ognuna accompagnata da tattiche specifiche per riuscirci


Siamo noi a controllare i nostri smartphone o sono gli smartphone a controllare le nostre vite? A tutte le ore del giorno (e della notte) notifiche, messaggi, eventi, aggiornamenti e notizie catturano la nostra attenzione, distraendoci dallo studio o dal lavoro e occupando il nostro tempo libero. Tanto che sono ormai diversi gli studi scientifici che hanno lanciato l’allarme sulla dipendenza da cellulare e le sue conseguenze. C’è però chi sta reagendo a questi cambiamenti imposti dalla tecnologia, trovando diverse strategie per limitare l’uso dei dispositivi elettronici nella vita quotidiana.

Cosa c’è di più “comune” di una Biblioteca?

Beni comuni e amministrazione condivisa • Il punto di Labsus

Cosa c’è di più “comune” di una Biblioteca?

Luogo d'incontro, conversazione, conoscenza.

E molto altro ancora: la Biblioteca come bene comune

Leggendo un romanzo, scrive Gaston Bachelard, “siamo trasportati in un’altra vita, che ci fa soffrire, sperare, compatire ma nonostante ciò ci lascia la complessa sensazione che la nostra angoscia resta sotto il dominio della nostra libertà”. Un’altra vita, molte altre vite. Chi si avvicina a Vita e destino di Grossman, a Madame Bovary di Flaubert, a Mattatoio n. 5 di Vonnegut scopre esperienze, desideri, sentimenti, emozioni diverse. Grazie a un libro vive dieci, cento, mille vite che mai avrebbe sospettato. Del resto, cosa faceva di diverso Niccolò Machiavelli, quando, venuta la sera entrava “nelle antique corti delli antiqui huomini, dove (…) io non mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni”? Grazie ai libri, aggiungeva il segretario fiorentino, “tutto mi transferisco in loro”.

Quei “volontari folli” che pensano diverso. La nuova conferenza di CSVnet

Quei “volontari folli” che pensano diverso. La nuova conferenza di CSVnet

L'illustrazione di Michela Nanut per la XIX Conferenza annuale di CSVnet

L'illustrazione di Michela Nanut per la XIX Conferenza nazionale di CSVnet

 

Dal 3 al 6 ottobre 2019 si svolgerà a Trento il 19° appuntamento annuale dei Csv, con oltre 300 delegati. Al centro del dibattito, la dimensione “educativa e trasformativa” del volontariato e la sua capacità di “contaminare le politiche”  

È dedicata alla “follia del volontari” la XIX conferenza di CSVnet, prevista a Trento dal 3 al 6 ottobre 2019. Un titolo sicuramente provocatorio, che è seguito da tre esortazioni altrettanto forti: “Pensare diverso, donare se stessi, cambiare il futuro”.È su questo sfondo che per quattro intense giornate gli oltre 300 delegati dei Csv italiani, a loro volta dirigenti di enti del terzo settore a livello locale e nazionale, discuteranno in varie sessioni plenaria e parallele. Lo faranno a partire dal breve testo introduttivo che accompagna l’illustrazione di Michela Nanut: “I volontari sono una contraddizione vivente nella società fondata sul tornaconto materiale. Il dono gratuito del proprio tempo, delle proprie capacità, delle proprie idee costituisce un’eccezione alla regola? Oppure è da considerare parte costitutiva del nostro modello di cittadinanza? Certamente i volontari testimoniano un’alternativa per tutti ad una vita rinunciataria, difensiva, egoistica. Milioni di persone in Italia – tante ma non abbastanza – si ‘ostinano’ in questa pratica di solidarietà. Attraverso innumerevoli gesti, il volontariato alimenta la fiducia nelle relazioni, rende più sostenibile la quotidianità, cambia le comunità nel tempo presente ed in quello futuro”.
 

Punture di insetti e rischi sul lavoro, dall'Inail un vademecum

Le zoonosi vettore trasmesse sono infezioni o malattie acquisite tra animali e uomo mediante la puntura e/o morsicatura di vettori infetti. I vettori sono per la gran parte artropodi, come zanzare, zecche e flebotomi, in grado di trasmettere l’agente patogeno.

Le zoonosi costituiscono un importante problema di sanità pubblica rappresentando il 75% delle malattie emergenti a livello mondiale, molte delle quali sono trasmesse da vettore. Nell’ultimo decennio in Europa e in Italia si è assistito al progressivo aumento di casi importati e autoctoni di malattie virali di origine tropicale. Le cause sono da ricercare sia nei cambiamenti climatici (variazioni di temperatura e umidità) ai quali i vettori sono estremamente sensibili, che ad altri stressors di origine naturale e antropica (migrazioni, modifiche dell’ambiente e dell’uso del territorio, agricoltura intensiva, incremento dei viaggi e del commercio di animali, ecc.).

La sussidiarietà e la Responsabilità Sociale d’Impresa

Il binomio Sussidiarietà-RSI come anello di congiunzione tra la dimensione economica e quella antropologica del fare impresa

È possibile pensare a una concreta applicazione del principio di sussidiarietà all’interno di un’impresa for profit? Questo tipo d’impresa svolge ancora un ruolo sociale, così come recita l’art. 41 della Costituzione, o ne è variata la natura con il mutare delle prerogative del capitalismo contemporaneo?

Sono questi i due interrogativi che mi hanno portato ad approfondire il tema della sussidiarietà orizzontale accostandolo a quello della Responsabilità sociale d’impresa nella mia tesi magistrale.

La sussidiarietà come fondamento

È risaputo: la sussidiarietà, pur avendo molte sfumature, talvolta considerate troppo astratte, custodisce una valenza cruciale fin dalle sue origini. La sua evoluzione nel tempo ci insegna come l’applicazione sul piano pratico si sia resa sempre più necessaria. Oggi, seppur tardivo, il suo riconoscimento è certificato dalla legittimazione europea, che fa della sussidiarietà un principio ideale (Principi, art. 5, TUE), e dalla sua costituzionalizzazione in Italia (Titolo V), secondo cui è la persona che ne conferisce il valore intrinseco. Nella sua dimensione orizzontale (Art. 118 ultimo comma), infatti, la sussidiarietà si fa portatrice di quelle forme di partecipazione attiva che vedono i cittadini muoversi autonomamente e, dunque, sempre più consapevoli del cambiamento in atto. In tal senso, i “cittadini-sussidiari” acquisiscono tre caratteristiche precise: la responsabilità, la razionalità e la relazionalità.

Il Ponte Nuovo 2019 anno 12 numero 1

In questo numero articolo a firma del Presidente della nostra associazione

sul progetto "Biblioteca a cielo aperto"

clikka su "Leggi tutto" per scaricare o sfogliare

Il Ponte nuovo n. 1 anno 2019

Circolare trasparenza del Ministero

È entrato in vigore dal 1 gennaio 2019 l’obbligo di pubblicità e trasparenza per alcuni soggetti – tra cui gli enti di terzo settore – che ricevono finanziamenti dalla pubblica amministrazione.

La circolare del Ministero del Lavoro n. 2 del 11.01.2019 rende effettivo l’obbligo per gli ETS di indicare le somme percepite dalla Pubblica Amministrazione.

Si tratta di rendere noto, attraverso il proprio sito o pagina facebook o attraverso il sito della rete associativa alla quale l’associazione aderisce, l’ammontare delle somme ricevute dalla pubblica amministrazione a qualsiasi titolo (sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere) il cui ammontare complessivo superi gli € 10.000,00. Nel caso in cui la somma sia inferiore ad € 10.000,00 tale obbligo non scatta.

Cannabis, dopo 60 anni l’Oms riconosce finalmente le sue proprietà terapeutiche

Una svolta storica nel campo medico-scientifico, dopo più di mezzo secolo in cui l’Oms faceva rientrare la cannabis tra gli stupefacenti considerati pericolosi e senza alcun valore terapeutico. 

La cannabis ha qualità terapeutiche e, stando ai dati, va necessariamente riqualificata. È quanto emerge dalle raccomandazioni che l’Organizzazione mondiale della sanità ha inviato ai governi per eliminare la cannabis dall’elenco IV della Convenzione unica sugli stupefacenti.

Si avvia a rompersi, così, uno dei tabù che duravano dal 1961, anno in cui questo tipo di sostanze furono inserite nella Tabella IV della Convenzione Unica che racchiude gli stupefacenti considerati particolarmente pericolosi e senza alcuna importanza terapeutica.

Dopo un parere favorevole risalente già a due anni fa, per la prima volta dal 1961, insomma, lo status della cannabis nel diritto internazionale sta cambiando. Le raccomandazioni scientifiche dell’Oms sul valore terapeutico e sui danni correlati alla Cannabis sativa L., che abrogano il divieto di cannabis medica del 1950, potrebbero cambiare le politiche a livello globale e le riforme a livello nazionale. 

SALVIAMO LA TERRA - PIANTIAMO UN ALBERO

SALVIAMO LA TERRA - PIANTIAMO UN ALBERO

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio)

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa.  Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio)

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