PIEDIMONTE MATESE. GUARDIE ECOZOOFILE IERI RIUNIONE IN PREFETTURA TRA PREFETTO E MAGISTRATURA. "SUBITO ANNULLARE LE CONVENZIONI CON ANPANA OEPA"

Il caso riguarda diversi comuni del litorale Domizio e dell'area del Matese, Parco Regionale compreso...



Guardie ecozoofile: il caso, ieri mattina, è stato al centro di un comitato riunito dal prefetto di Caserta, Arturo De Felice. Al vertice hanno preso parte il questore Francesco Messina e i procuratori di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord, Maria Antonietta Troncone e Francesco Greco. La riunione è stata l’occasione per fare il punto congiunto sui risultati dei due organi che si stanno occupando della vicenda: da un lato la procura di Santa Maria Capua Vetere, dall’altro la prefettura di Caserta.

L’inchiesta sull'associazione onlus carente, secondo la procura, dell’autorizzazione prefettizia per svolgere le attività di polizia di cui di fatto si occupava, si sta muovendo su vari fronti, ipotizzando reati che vanno dall'abuso d’ufficio all'usurpazione di titoli e funzioni fino - ma quest’ultima è una teoria tutta da dimostrare più delle altre - al sequestro di persona, nel caso si scoprisse di controlli di automobilisti che sarebbero stati momentaneamente privati della loro libertà nel corso di posti di blocco di polizia giudiziaria ad opera di volontari senza alcun titolo. Sul binario parallelo, si muove invece la prefettura di Caserta che, dopo avere accertato l’assenza di autorizzazioni, ha dapprima avviato una ricognizione in tutti i comuni e gli enti pubblici di competenza e, successivamente, rintracciati quelli che avevano stipulato la convenzione con la onlus in questione, ha intimato a sindaci e amministratori l’immediata risoluzione dei contratti. Ieri mattina, il prefetto ha dunque voluto fare il punto della situazione mentre, secondo quanto si apprende, dopo i decreti di perquisizione e i sequestri di delibere e atti presso gli uffici pubblici e le elezioni di domicilio per cinque persone, tra le quali il sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo, l’inchiesta va allargandosi a macchia d’olio nei comuni che hanno stipulato la convenzione con l’associazione Anpana onlus. Sisa che, oltre ai municipi di Castel Volturno e Mondragone che si erano affidati alla onlus per servizi di tutela ambientale ma - nel caso di Castel Volturno - anche per elevare verbali ai clienti delle prostitute, le guardie ecozoofile operano a Santa Maria Capua Vetere, Cesa, Frignano e in quasi tutti i comuni che insistono nell’area protetta del Parco del Matese. Non si ha contezza, al momento, dei fondi stanziati per far fronte ai rimborsi spesa previsti dalle convenzioni, ma le delibere sequestrate recano nella motivazione della stipula la necessità per gli Enti di "potenziare il corpo di polizia provinciale"ricorrendo "agli operatori dell’Anpana dotati di decreto prefettizio di guardia giurata particolare". Decreto che gli amministratori e i dirigenti ritennero quindi esistente, visto che sottoscrissero gli atti di affidamento del servizio ma che, allo stato attuale, la procura e la prefettura sostengono che i volontari non avessero. Gli accertamenti avviati sono finalizzati a stabilire anche se gli stessi amministratori non siano stati tratti in inganno, ma l’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere è solo agli esordi e gli inquirenti si muovono nel più stretto riserbo. Si attende dunque l’esito delle verifiche avviate per stabilire in che dimensioni inquadrare il fenomeno. E, se dovesse essere confermato il quadro indiziario tratteggiato dal pm, la questione potrebbe investire anche altre province visto che la onlus finita sotto i riflettori opera in numerose regioni d’Italia.

Fonte: www.caiazzorinasce.net
13.02.2016


Stampa   Email