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Fonti Energetiche

Renewables 2020 dell’IEA: crescita record per capacità di fonti rinnovabili

Quest’anno il 90% della nuova generazione di elettricità nel 2020 sarà rinnovabile. E nel 2025 le FER scalzeranno il carbone come principale fonte di elettricità al mondo.

Renewables 2020

E nel 2021 un altro +10%, si legge nel rapporto Renewables 2020

Sarà record di capacità installata di fonti rinnovabili a livello globale. Non solo nel 2020 ma anche l’anno prossimo. Questa crescita mette anche la pietra tombale sul carbone: nel 2025 le rinnovabili diventeranno la prima fonte nella generazione elettrica a livello mondiale. Sono i punti salienti del nuovo report dell’IEA, l’Agenzia internazionale dell’energia che ha appena pubblicato il suo outlook Renewables 2020 che guarda fino al 2025.

Quasi il 90% della nuova generazione di elettricità nel 2020 sarà rinnovabile, mentre solo il 10% verrà alimentato da gas e carbone. Cifre che mettono le FER sul binario giusto per scalzare il carbone entro appena un lustro come principale fonte di elettricità al mondo. Un ruolo che il carbone detiene da mezzo secolo.

Energia, l’inizio della fine di un’era: sarà possibile ritornare a crescere dopo la pandemia?

L’analisi dell’ultimo World energy out look pubblicato dalla Iea

La produzione di petrolio si avvia verso un declino che era sempre stato inevitabile, ma che sta cominciando a manifestarsi chiaramente soltanto oggi

30.10.2020 a firma Ugo Bardi

 
Come tutti gli anni, anche quest’anno l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) pubblica il suo rapporto sulla situazione energetica globale, il World energy outlook (Weo). È un rapporto alquanto diverso dai precedenti, di solito caratterizzati da un notevole ottimismo. Quest’anno, la pandemia ha colpito pesantemente un po’ ovunque e il declino della produzione energetica nel 2020 è evidente.

Così, il Weo del 2020 si dipana sostanzialmente su questo tema: sarà possibile ritornare a crescere dopo la pandemia? La conclusione è che si, è possibile, ma richiederà tempo e sforzi molto sostanziali. Questo è certamente vero, ma la vera domanda è se ci saranno le risorse necessarie per sostenere questi sforzi. Quello che manca nel rapporto è una discussione sulla possibilità che il Covid abbia semplicemente accelerato un’inevitabile tendenza al declino causato dall’esaurimento fisico delle risorse. Nel rapporto, se si parla di declino, lo si fa soltanto in termini di “calo della domanda”.

Ecobonus al 110%, ecco come funzionerà

Gli interventi incentivati, fotovoltaico e colonnine elettriche, sismabonus, sconto in fattura e cessione del credito

[15 Maggio 2020]

La bozza di Decreto Rilancio approvata dal Consiglio dei Ministri porta le detrazioni fiscali per l’Ecobonus al 110%, ma solo in casi specifici. Si tratta di una norma senza precedenti che ha la finalità di rilanciare fortemente l’economia, stimolando la realizzazione di lavori di miglioramento della classe energetica e di messa in sicurezza delle abitazioni, con interventi a costo zero per i cittadini. Un Superbonus al 110% riguarderà le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica, compresa l’installazione di impianti fotovoltaici e l’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Il beneficio fiscale derivante dall’incentivo potrà essere recuperato in 5 rate di pari importo, a differenza dell’Ecobonus (che prevedeva 10 rate annuali) oppure potrà essere ceduto.

Aerei elettrici con batterie litio-zolfo, la promessa Oxis Energy

batterie litio-zolfo

Credit: Oxis Energy

 

Sorgerà in Inghilterra la prima fabbrica di batterie litio-zolfo

La nuova promessa dell’aeronautica sostenibile arriva da Abingdon-on-Thames, nella contea inglese dell’Oxfordshire. Qui infatti ha sede la Oxis Energy, società impegnata nello sviluppo di celle e batterie litio-zolfo (Li-S), le più quotate concorrenti della tecnologia a ioni di litio. L’azienda inglese è oggi pronta a portare i suoi dispositivi ad alta quota: è di questi giorni infatti l’avvio di un programma di collaborazione di 12 mesi con la statunitense Bye Aerospace, per testare le batterie litio-zolfo su nuovi aerei elettrici.

Le premesse ci sono tutte: questa tecnologia d’accumulo ha, infatti, già dato prova delle sue capacità in aria quando è stata montata nello sperimentale Zephyr-6, l’aereo solare a pilotaggio remoto che nel 2008 segnò un record mondiale con un volo ininterrotto di tre giorni. Undici anni dopo, i tempi sembrano maturi per fare sul serio e consacrare definitivamente il matrimonio tra batterie litio-zolfo e aerei elettrici.

D’altra parte, questi dispositivi d’accumulo hanno migliorato considerevolmente le loro prestazioni e, nonostante non esista ancora una produzione su scala commerciale, il mercato sembra ormai vicinissimo. La stessa Oxis ha annunciato di star lavorando al primo impianto di produzione degli elettroliti e del materiale catodico specifico per la fabbricazione in serie di queste celle.

Dall’americio l’energia per colonizzare Marte

di Maria Luisa Vitale 

americio
(Foto: Nnl)

Si chiama americio in onore del continente americano: è un elemento chimico raro che non si trova in natura, ma si genera nel processo di decadimento del plutonio di cui sono fatte le scorie delle centrali nucleari. Scoperto nel 1944 da un gruppo di ricerca dell’Università di Chicago grazie al bombardamento del plutonio con neutroni lenti, potrebbe ora consentirci di arrivare su Marte senza rischio di scaricare le pile. 

A lavorare a questa ipotesi sono stati i ricercatori dell’Nnl (Nuclear National Laboratory) e dell’Università di Leicester all’interno di un progetto finanziato dall’Esa (Agenzia Spaziale Europea) e con il contributo dell’UK Space Agency (Agenzia Spaziale del Regno Unito), che hanno usato l’americio per produrre elettricità. Estraendo l’elemento chimico da alcune scorte di plutonio, i ricercatori hanno infatti utilizzato il calore generato dal materiale altamente radioattivo per generare corrente elettrica in grado di illuminare un piccola lampadina all’interno di una speciale area schermata nel Laboratorio centrale del Nnl in Cumbria.

Next Energy, riparte la sfida per i talenti dell'energia: 50mila euro in palio

Al via la seconda edizione di Next Energy, l'iniziativa promossa da Terna e Fondazione Cariplo, e realizzata da Cariplo Factory in collaborazione con il Campus di Terna. Dopo il grande successo della prima edizione (oltre 200 candidature con 9 neolaureati inseriti in azienda alla fine dello stage e le quattro migliori startup - Drone Radio Beacon, Ribes Tech, Sense Square e Cleveral - che hanno avviato rapporti di collaborazione con Terna), Next Energy rinnova la propria sfida ai nuovi talenti italiani dell'energia. Tra le novità di questa edizione di Next Energy c'è anche l'offerta di accelerazione diffusa sul territorio nazionale, curata da Cariplo Factory attraverso una rete che comprende: Polihub, Fondazione Filarete, Digital Magics, Impact Hub, dPixel, LUISS EnLabs, Consorzio Arca. In questo modo le startup selezionate avranno la possibilità di farsi seguire con logiche di prossimità e specialità dalla struttura più adeguata alla loro innovazione tecnologica.

Energia geotermica, fino a 200mila euro per soluzioni innovative

Promuovere un utilizzo e una produzione ottimali dell’energia proveniente da risorse geotermiche, attraverso sistemi integrati e combinati: è l’obiettivo del bando pubblicato dalla Commissione europeanell’ambito del Programma congiunto Eranet Cofund - Geothermica che sostiene progetti dimostrativi capaci di portare soluzioni energetiche innovative più vicine alla distribuzione e incoraggia la partecipazione industriale al fine di utilizzare in modo vantaggioso gli investimenti del settore pubblico.

La proposta dovrà riguardare uno dei tre temi di ricerca previsti dal bando: identificazione e valutazione delle risorse geotermiche; sviluppo delle risorse geotermiche (foratura, completamento, materiali e attrezzature); fornitura e integrazione intelligente nel sistema e nelle operazioni energetiche.
Accanto a tali temi dovranno essere tenuti in considerazione una serie di aspetti trasversali: sostenibilità, condivisione della conoscenza, percezione pubblica di un forte settore geotermico e formulazione di politiche.

Germania: pietra miliare, l’85% dell’elettricità da rinnovabili

Lo scorso 30 aprile la Germania ha stabilito un nuovo record nazionale nell’utilizzo delle energie rinnovabili: l’85% di tutta l’elettricità consumata è stato prodotto da fonti verdi come l’eolico, il fotovoltaico e l’idroelettrico. A comunicarlo è Patrick Graichen di Agora Energiewende (AE), il think-tank tedesco creato con il preciso obiettivo di sostenere la transizione energetica avviata da Berlino.

Solare termodinamico: addio oli e sali, basta solo la sabbia del deserto

Dimostrato negli Emirati Arabi come la sabbia possa essere impiegata con successo negli impianti di solare termodinamico per immagazzinare l’energia termica fino a 1000° C, senza bisogno di un fluido termovettore.

Accumulo energetico a chilometri zero per il solare termodinamico degli Emirati Arabi. Un team di ingegneri del Masdar Institute of Science and Technology era alla ricerca di un materiale economico a facilmente reperibile per stoccare l’energia termica negli impianti solari a concentrazione. Perché allora non guardare ad una delle materie prime più abbondanti a livello locale? Nasce così Sandstock, progetto di ricerca che ha sviluppato un sistema di raccolta e stoccaggio dell’energia solare low cost, a base unicamente di particelle di sabbia del deserto. In realtà l’utilizzo di questa materiale per lo storage non è una novità: accumulatori solidi sono spesso usati all’interno di sistemi duali in coppia con fluidi termovettori. Tuttavia se i primi sono elementi economici – per l‘appunto sabbia, calcestruzzo o rocce – i secondi, tipo gli oli termici, sono decisamente più cari (a meno che non si usi come fluido l’aria, come nel caso dell’impianto STEM).

Fotovoltaico in plastica, ridotta al minimo la perdita energetica

Da un team di ricercatori giapponesi, arriva un nuovo polimero che aumenta l’efficienza delle celle solari in plastica.

Il fotovoltaico in plastica guadagna terreno nell’oligopolio del silicio e degli altri semiconduttori “tradizionali”.
Alternative a basso a costo e basso impatto ambientale, allo stato attuale le celle solari polimeriche sono ancora ben lontane dalle prestazioni delle controparti presenti sul mercato. Uno degli elementi che costituiscono il gap d’efficienza è costituito dalla perdita energetica durante la conversione dei raggi luminosi in elettricità.

Le celle funzionano perché i fotoni della luce colpiscono il materiale semiconduttore creando coppie di elettroni liberi e lacune, ovvero cariche negative e positive; ogni coppia però mette a disposizione solo una certa quantità d’energia rispetto a quella del fotone incidente; la quantità di energia persa durante la conversione è risultata essere sempre maggiore nelle celle solari a base polimerica rispetto quelle a base di silicio.

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