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Fonti Energetiche

Aerei elettrici con batterie litio-zolfo, la promessa Oxis Energy

batterie litio-zolfo

Credit: Oxis Energy

 

Sorgerà in Inghilterra la prima fabbrica di batterie litio-zolfo

La nuova promessa dell’aeronautica sostenibile arriva da Abingdon-on-Thames, nella contea inglese dell’Oxfordshire. Qui infatti ha sede la Oxis Energy, società impegnata nello sviluppo di celle e batterie litio-zolfo (Li-S), le più quotate concorrenti della tecnologia a ioni di litio. L’azienda inglese è oggi pronta a portare i suoi dispositivi ad alta quota: è di questi giorni infatti l’avvio di un programma di collaborazione di 12 mesi con la statunitense Bye Aerospace, per testare le batterie litio-zolfo su nuovi aerei elettrici.

Le premesse ci sono tutte: questa tecnologia d’accumulo ha, infatti, già dato prova delle sue capacità in aria quando è stata montata nello sperimentale Zephyr-6, l’aereo solare a pilotaggio remoto che nel 2008 segnò un record mondiale con un volo ininterrotto di tre giorni. Undici anni dopo, i tempi sembrano maturi per fare sul serio e consacrare definitivamente il matrimonio tra batterie litio-zolfo e aerei elettrici.

D’altra parte, questi dispositivi d’accumulo hanno migliorato considerevolmente le loro prestazioni e, nonostante non esista ancora una produzione su scala commerciale, il mercato sembra ormai vicinissimo. La stessa Oxis ha annunciato di star lavorando al primo impianto di produzione degli elettroliti e del materiale catodico specifico per la fabbricazione in serie di queste celle.

Dall’americio l’energia per colonizzare Marte

di Maria Luisa Vitale 

americio
(Foto: Nnl)

Si chiama americio in onore del continente americano: è un elemento chimico raro che non si trova in natura, ma si genera nel processo di decadimento del plutonio di cui sono fatte le scorie delle centrali nucleari. Scoperto nel 1944 da un gruppo di ricerca dell’Università di Chicago grazie al bombardamento del plutonio con neutroni lenti, potrebbe ora consentirci di arrivare su Marte senza rischio di scaricare le pile. 

A lavorare a questa ipotesi sono stati i ricercatori dell’Nnl (Nuclear National Laboratory) e dell’Università di Leicester all’interno di un progetto finanziato dall’Esa (Agenzia Spaziale Europea) e con il contributo dell’UK Space Agency (Agenzia Spaziale del Regno Unito), che hanno usato l’americio per produrre elettricità. Estraendo l’elemento chimico da alcune scorte di plutonio, i ricercatori hanno infatti utilizzato il calore generato dal materiale altamente radioattivo per generare corrente elettrica in grado di illuminare un piccola lampadina all’interno di una speciale area schermata nel Laboratorio centrale del Nnl in Cumbria.

Next Energy, riparte la sfida per i talenti dell'energia: 50mila euro in palio

Al via la seconda edizione di Next Energy, l'iniziativa promossa da Terna e Fondazione Cariplo, e realizzata da Cariplo Factory in collaborazione con il Campus di Terna. Dopo il grande successo della prima edizione (oltre 200 candidature con 9 neolaureati inseriti in azienda alla fine dello stage e le quattro migliori startup - Drone Radio Beacon, Ribes Tech, Sense Square e Cleveral - che hanno avviato rapporti di collaborazione con Terna), Next Energy rinnova la propria sfida ai nuovi talenti italiani dell'energia. Tra le novità di questa edizione di Next Energy c'è anche l'offerta di accelerazione diffusa sul territorio nazionale, curata da Cariplo Factory attraverso una rete che comprende: Polihub, Fondazione Filarete, Digital Magics, Impact Hub, dPixel, LUISS EnLabs, Consorzio Arca. In questo modo le startup selezionate avranno la possibilità di farsi seguire con logiche di prossimità e specialità dalla struttura più adeguata alla loro innovazione tecnologica.

Energia geotermica, fino a 200mila euro per soluzioni innovative

Promuovere un utilizzo e una produzione ottimali dell’energia proveniente da risorse geotermiche, attraverso sistemi integrati e combinati: è l’obiettivo del bando pubblicato dalla Commissione europeanell’ambito del Programma congiunto Eranet Cofund - Geothermica che sostiene progetti dimostrativi capaci di portare soluzioni energetiche innovative più vicine alla distribuzione e incoraggia la partecipazione industriale al fine di utilizzare in modo vantaggioso gli investimenti del settore pubblico.

La proposta dovrà riguardare uno dei tre temi di ricerca previsti dal bando: identificazione e valutazione delle risorse geotermiche; sviluppo delle risorse geotermiche (foratura, completamento, materiali e attrezzature); fornitura e integrazione intelligente nel sistema e nelle operazioni energetiche.
Accanto a tali temi dovranno essere tenuti in considerazione una serie di aspetti trasversali: sostenibilità, condivisione della conoscenza, percezione pubblica di un forte settore geotermico e formulazione di politiche.

Germania: pietra miliare, l’85% dell’elettricità da rinnovabili

Lo scorso 30 aprile la Germania ha stabilito un nuovo record nazionale nell’utilizzo delle energie rinnovabili: l’85% di tutta l’elettricità consumata è stato prodotto da fonti verdi come l’eolico, il fotovoltaico e l’idroelettrico. A comunicarlo è Patrick Graichen di Agora Energiewende (AE), il think-tank tedesco creato con il preciso obiettivo di sostenere la transizione energetica avviata da Berlino.

Solare termodinamico: addio oli e sali, basta solo la sabbia del deserto

Dimostrato negli Emirati Arabi come la sabbia possa essere impiegata con successo negli impianti di solare termodinamico per immagazzinare l’energia termica fino a 1000° C, senza bisogno di un fluido termovettore.

Accumulo energetico a chilometri zero per il solare termodinamico degli Emirati Arabi. Un team di ingegneri del Masdar Institute of Science and Technology era alla ricerca di un materiale economico a facilmente reperibile per stoccare l’energia termica negli impianti solari a concentrazione. Perché allora non guardare ad una delle materie prime più abbondanti a livello locale? Nasce così Sandstock, progetto di ricerca che ha sviluppato un sistema di raccolta e stoccaggio dell’energia solare low cost, a base unicamente di particelle di sabbia del deserto. In realtà l’utilizzo di questa materiale per lo storage non è una novità: accumulatori solidi sono spesso usati all’interno di sistemi duali in coppia con fluidi termovettori. Tuttavia se i primi sono elementi economici – per l‘appunto sabbia, calcestruzzo o rocce – i secondi, tipo gli oli termici, sono decisamente più cari (a meno che non si usi come fluido l’aria, come nel caso dell’impianto STEM).

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio)

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