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Nucleare

Fukushima, Tokyo ammette: il rischio-apocalisse è adesso

di Giorgio Cattaneo - 17/09/2013

Fonte: libreidee 

Era tutto vero: il pericolo Fukushima comincia solo adesso e il Giappone non sa come affrontarlo. Le autorità hanno finora mentito, ai giapponesi e al mondo intero: Fukushima era una struttura a rischio, degradata dall’incuria. Un impianto che andava chiuso molti anni fa, ben prima del disastro nucleare del marzo 2011. Da allora, la situazione non è mai stata sotto controllo: la centrale non ha smesso di emettere radiazioni letali. Tokyo finalmente ammette che, da mesi, si sta inquinando il mare con sversamenti continui di acqua radioattiva, utilizzata per tentare di raffreddare l’impianto. Ma il peggio è che nessuno sa esattamente in che stato siano i reattori collassati: si teme addirittura una imminente “liquefazione” del suolo. L’operazione più pericolosa comincerà a novembre, quando sarà avviata la rimozione di 400 tonnellate di combustibile nucleare. Operazione mai tentata prima su questa scala, avverte la “Reuters”: si tratta di contenere radiazioni equivalenti a 14.000 volte la bomba atomica di Hiroshima. Enormità: bonificare Fukushima – ammesso che ci si riesca – richiederà 11 miliardi di dollari. Se tutto va bene, ci vorranno 40 anni.

Fukushima: radiazioni 18 volte oltre la norma

Scritto da: - domenica 1 settembre 2013

Secondo una ricerca australiana la radioattività della centrale giapponese raggiungerà le coste californiane nel 2014 

L’emergenza Fukushima non si attenua, anzi, secondo le ultime rilevazioni il serbatoio che contiene acqua contaminata nella centrale giapponese di Fukushima è 18 volte più alto rispetto al 22 agosto con una radioattività di 1.800 millisievert all’ora, quantità in grado di uccidere una persona dopo un’esposizione di quattro ore. Ad annunciarlo è la Tepco, l’operatore che ha in gestione la centrale nipponica. Nella misurazione del 22 agosto il livello era di 100 millisievert/ora, il doppio della soglia di esposizione per i lavoratori delle centrali.

Fukushima: “preoccupa nuovo record di radioattività”

Preoccupa il nuovo balzo della radioattività alla centrale nucleare di Fukushima, registrato nei campioni di acqua prelevati da un pozzo di osservazione vicino all'impianto. Secondo Greenpeace si tratta di un altro esempio di come il disastro sia lontano dall'essere stato contenuto.

Fonte: Greenpeace 

"L’industria nucleare giapponese non è chiaramente in grado di gestire le conseguenze del disastro di Fukushima"

Nucleare, quanto costano i piccoli reattori modulari?

Nucleare, quanto costano i piccoli reattori modulari?

© Hervé Lenain/Hemis/Corbis 

I piccoli reattori nucleari modulari potrebbero essere un’opzione economicamente conveniente per un futuro energetico senza produzione di anidride carbonica, ma i loro costi sono ancora molto difficili da valutare. E' questa la conclusione di un nuovo studio, in cui sono state considerate le stime di un gruppo di esperti del settore coinvolti nella progettazione di questo tipo di impianti 

IL DOPPIO GIOCO DEL NUCLEARE: Finché ci saranno delle centrali, ci saranno delle bombe…

La dissuasione nucleare, una bomba a scoppio ritardato 

"Le armi nucleari non ci portano nient’altro che l’equilibrio del terrore, ed il terrore, anche in equilibrio, è sempre terrore." (George Wald, premio Nobel per la Medicina 1967) 

Una guerra atomica, anche regionale, secondo gli studi americani e sovietici convergenti, potrebbe provocare un “inverno nucleare” e modificare il clima al punto da provocare una carestia planetaria. Ora, nel 2009, gli arsenali mondiali totalizzano quasi 25 000 bombe atomiche di cui sole 2 000 potrebbero essere lanciate in pochi minuti.

Dopo la guerra fredda, il rischio di conflitto atomico sembrava attenuato. Oggi, numerosi scienziati e politici stimano che “il mondo è a cavallo di una seconda era nucleare.”

“Il numero di stati dotati di armi nucleari potrebbe più che raddoppiarsi nei prossimi anni”, allerta M. ElBaradei, direttore dell’agenzia internazionale dell’energia atomica. E qualifica la situazione in Medio Oriente di “bomba a scoppio ritardato.

Giappone, riapre la centrale nucleare più grande del mondo

La centrale di Kashiwazaki-Kariwa, capace di produrre ben 8.210.000 kilowatt, è stata inaugurata nel 1985 ed è stata ampliata fino ad avere oggi sette reattori

A poco più di due anni dal disastro di Fukushima, il Giappone apre la strada al ritorno del nucleare. La Tepco, gestore della centrale colpita dal sisma/tsunami dell'11 marzo 2011, intende infatti far ripartire entro fine luglio la mega centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande al mondo.

L'utility ha infatti deciso di presentare alla Nra, la nuova Authority nipponica sulla sicurezza, la richiesta per riavviare due reattori dell'impianto della prefettura centro-occidentale di Niigata, al termine del completamento dei lavori sulla “sicurezza rafforzata”. 

L'unità ombra di Fukushima Daiichi. La scelta dei militari "volontari" per la missione suicida

La storia del disastro ricostruita dal giornale giapponese The Asahi Shimbun

Due anni fa il Giappone e il mondo rimpiombavano nell’incubo della catastrofe nucleare

Fonte: greenreport 

Nel giorno del secondo anniversario della catastrofe nucleare di Fukushima Daiichi il giornale giapponese The Asahi Shimbun  pubblica la quarta parte dell'inchiesta  The Prometheus Trap/"Shadow units" che rivela i retroscena ed i compiti delle missioni segrete assegnate al Central readiness regiment(Crr),un'unità ombra della Ground Self-Defense Force (Gsdf). L'inchiesta, tra l'altro, mostra come si sia approfittato di quello che i giapponesi chiamano il Grande Terremoto del Giappone orientale del 2011 per accelerare la trasformazione delle Forze di autodifesa del Giappone in un vero esercito, aprendo la strada al nuovo militarismo invocato dalla destra  giapponese e dal nuovo primo ministro liberaldemocratico Shinzo Abe.

Il 27 marzo 2011, una settimana dopo che il Crr aveva ricevuto l'ordine di salvare i "liquidatori" nell'edificio del reattore 1 di Fukushima Daiichi, i 50 uomini coinvolti nella missione sono andati a Camp Koriyama per un briefing tenuto dal tenente colonnello Katsumi Nakamura, che dirige la sezione chimica del Kanto Logistics Depot.  I militari del Gsdf prescelti erano tutti novellini nel campo delle radiazioni: «Questo è stato evidente quando hanno chiesto "che cos'è  un meltdown?"», scrive The Asahi Shimbun. 

Fukushima. Greenpeace accusa l'Oms di minimizzare l’impatto delle radiazioni

Sono passati due anni dall' "incidente" nucleare di Fukushima che ha avuto appunto inizio l'11 marzo 2011 e per Greenpeace il disastro non è ancora terminato e molti aspetti rimangono da chiarire. Come ad esempio i presunti difetti di progettazione e di produzione dei reattori denunciati da ex dipendenti di General Electric e Hitachi, le stesse multinazionali che stanno facendo guadagni nella "bonifica" necessaria dopo l'impatto causato. Intanto molte delle 160mila persone evacuate non hanno ancora fatto ritorno nelle loro case e vivono in alloggi temporanei a sottolineare l'entità di quella che la Croce Rossa ha definito una "crisi umanitaria".

Nonostante questo quadro, la Tokyo electric power company (Tepco), sta cercando di trovare cavilli per evitare i risarcimenti anche se, considerato che l'azienda è stata nazionalizzata perché non riusciva appunto ad ottemperare alle spese per i risarcimenti, dovrebbe essere il governo giapponese a fornire le adeguate garanzie. Questi aspetti fanno parte del triste scenario che è seguito al tragico evento, ma Greenpeace critica anche l'interpretazione fornita dall'Oms  (Organizzazione mondiale della sanità) nel  nuovo rapporto sul disastro nucleare di Fukushima.

Sono passati due anni dall' "incidente" nucleare di Fukushima che ha avuto appunto inizio l'11 marzo 2011 e per Greenpeace il disastro non è ancora terminato e molti aspetti rimangono da chiarire. Come ad esempio i presunti difetti di progettazione e di produzione dei reattori denunciati da ex dipendenti di General Electric e Hitachi, le stesse multinazionali che stanno facendo guadagni nella "bonifica" necessaria dopo l'impatto causato. Intanto molte delle 160mila persone evacuate non hanno ancora fatto ritorno nelle loro case e vivono in alloggi temporanei. 

Incidente nella "nuova" centrale nucleare iraniana di Bushehr. Ferma almeno fino al 28 febbraio

Gli iraniani non spiegano quando si è verificato il guasto al turbogeneratore

22 febbraio 2013 

La centrale nucleare iraniana di  Bushehr  non sembra trovare pace. Dopo che i russi hanno completato la sua costruzione avviata dai tedeschi ed interrotta dopo la rivoluzione islamica, il suo faticoso funzionamento, sempre minacciato da un possibile blitz aereo israeliano, è stato fermato oggi a causa di un guasto al gruppo del turbogeneratore.

Secondo quanto ha detto all'agenzia Russa Ria Novosti una fonte anonima, «Il funzionamento  della centrale è stato sospeso fino al 28 febbraio a causa della riparazione della turbina del generatore».

Le autorità nucleari iraniane hanno segnalato l'incidente all'International atomic energy agency (Iaea),  che in un rapporto dei suoi ispettori conferma: «Durante l'ispezione effettuata dall'Iaea il 16 e  17 febbraio 2013 nel sito di Bushehr, l'Iran ha fatto sapere all'Agenzia che aveva provvisoriamente fermato il reattore». Quindi nessuno, escluso gli iraniani e i russi che gestiscono la centrale, sa davvero quando e come è successo l'incidente che è venuto fuori solo per la presenza degli ispettori Iaea. 

Chernobyl: crolla un tetto della centrale, e torna l'incubo nucleare

"Nonostante siano trascorsi quasi 30 anni dal disastro di Chernobyl, la centrale resta un pericolo per la vita delle persone"

Dal 1986, anno del disastro, il nucleare continua a rappresentare per Chernobyl un incubo senza fine. Ventisette anni dopo l'incidente nucleare più grave della storia, a preoccupare ora la popolazione ucraina è il crollo, avvenuto ieri, di un tetto di una sala macchine del quarto reattore della ormai dismessa centrale, lo stesso che esplose il 26 aprile del 1986.

Il tetto crollato era stato costruito nell'ambito della messa in sicurezza dell'impianto dopo l'incidente, ma è staccato dal sarcofago. La nuova struttura, un arco d'acciaio alto 100 metri e lungo 150, dovrebbe racchiudere il sarcofago costruito nell'estate del 1986 e tutta l'area circostante.

In seguito al crollo, le società di costruzioni francesi Vinci e Bouygues hanno evacuato a titolo precauzionale il proprio personale dalla centrale nucleare. L'ente che gestisce la centrale atomica di Chernobyl ha rassicurato che il crollo non ha causato feriti, né un aumento della radioattività che è “rimasta nella norma”. 

SALVIAMO LA TERRA - PIANTIAMO UN ALBERO

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Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio)

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