VALORIZZAZIONE DELLA NATURA E DELL'AMBIENTE

ISEA ONLUS ... VOLONTARI PER PASSIONE

Nucleare

Fukushima. Greenpeace accusa l'Oms di minimizzare l’impatto delle radiazioni

Sono passati due anni dall' "incidente" nucleare di Fukushima che ha avuto appunto inizio l'11 marzo 2011 e per Greenpeace il disastro non è ancora terminato e molti aspetti rimangono da chiarire. Come ad esempio i presunti difetti di progettazione e di produzione dei reattori denunciati da ex dipendenti di General Electric e Hitachi, le stesse multinazionali che stanno facendo guadagni nella "bonifica" necessaria dopo l'impatto causato. Intanto molte delle 160mila persone evacuate non hanno ancora fatto ritorno nelle loro case e vivono in alloggi temporanei a sottolineare l'entità di quella che la Croce Rossa ha definito una "crisi umanitaria".

Nonostante questo quadro, la Tokyo electric power company (Tepco), sta cercando di trovare cavilli per evitare i risarcimenti anche se, considerato che l'azienda è stata nazionalizzata perché non riusciva appunto ad ottemperare alle spese per i risarcimenti, dovrebbe essere il governo giapponese a fornire le adeguate garanzie. Questi aspetti fanno parte del triste scenario che è seguito al tragico evento, ma Greenpeace critica anche l'interpretazione fornita dall'Oms  (Organizzazione mondiale della sanità) nel  nuovo rapporto sul disastro nucleare di Fukushima.

Sono passati due anni dall' "incidente" nucleare di Fukushima che ha avuto appunto inizio l'11 marzo 2011 e per Greenpeace il disastro non è ancora terminato e molti aspetti rimangono da chiarire. Come ad esempio i presunti difetti di progettazione e di produzione dei reattori denunciati da ex dipendenti di General Electric e Hitachi, le stesse multinazionali che stanno facendo guadagni nella "bonifica" necessaria dopo l'impatto causato. Intanto molte delle 160mila persone evacuate non hanno ancora fatto ritorno nelle loro case e vivono in alloggi temporanei. 

Incidente nella "nuova" centrale nucleare iraniana di Bushehr. Ferma almeno fino al 28 febbraio

Gli iraniani non spiegano quando si è verificato il guasto al turbogeneratore

22 febbraio 2013 

La centrale nucleare iraniana di  Bushehr  non sembra trovare pace. Dopo che i russi hanno completato la sua costruzione avviata dai tedeschi ed interrotta dopo la rivoluzione islamica, il suo faticoso funzionamento, sempre minacciato da un possibile blitz aereo israeliano, è stato fermato oggi a causa di un guasto al gruppo del turbogeneratore.

Secondo quanto ha detto all'agenzia Russa Ria Novosti una fonte anonima, «Il funzionamento  della centrale è stato sospeso fino al 28 febbraio a causa della riparazione della turbina del generatore».

Le autorità nucleari iraniane hanno segnalato l'incidente all'International atomic energy agency (Iaea),  che in un rapporto dei suoi ispettori conferma: «Durante l'ispezione effettuata dall'Iaea il 16 e  17 febbraio 2013 nel sito di Bushehr, l'Iran ha fatto sapere all'Agenzia che aveva provvisoriamente fermato il reattore». Quindi nessuno, escluso gli iraniani e i russi che gestiscono la centrale, sa davvero quando e come è successo l'incidente che è venuto fuori solo per la presenza degli ispettori Iaea. 

Chernobyl: crolla un tetto della centrale, e torna l'incubo nucleare

"Nonostante siano trascorsi quasi 30 anni dal disastro di Chernobyl, la centrale resta un pericolo per la vita delle persone"

Dal 1986, anno del disastro, il nucleare continua a rappresentare per Chernobyl un incubo senza fine. Ventisette anni dopo l'incidente nucleare più grave della storia, a preoccupare ora la popolazione ucraina è il crollo, avvenuto ieri, di un tetto di una sala macchine del quarto reattore della ormai dismessa centrale, lo stesso che esplose il 26 aprile del 1986.

Il tetto crollato era stato costruito nell'ambito della messa in sicurezza dell'impianto dopo l'incidente, ma è staccato dal sarcofago. La nuova struttura, un arco d'acciaio alto 100 metri e lungo 150, dovrebbe racchiudere il sarcofago costruito nell'estate del 1986 e tutta l'area circostante.

In seguito al crollo, le società di costruzioni francesi Vinci e Bouygues hanno evacuato a titolo precauzionale il proprio personale dalla centrale nucleare. L'ente che gestisce la centrale atomica di Chernobyl ha rassicurato che il crollo non ha causato feriti, né un aumento della radioattività che è “rimasta nella norma”. 

Tokyo contaminata. Il Giappone torna al nucleare?

Il neo primo ministro giapponese Shinzo Abe ha annunciato l'intenzione di costruire nuovi reattori nucleari

A distanza di un anno e nove mesi dal disastro di Fukushima, il neo primo ministro giapponese Shinzo Abe ha annunciato l'intenzione di costruire nuovi reattori nucleari. Il neo premier sostiene che i nuovi reattori saranno diversi da quelli costruiti quarant’anni fa.

Eppure, mentre Abe pensa ad un ritorno all'atomo, Tokyo scopre di essere contaminata gravemente dalle radiazioni della centrale nucleare di Fukushima che avrebbero provocato l'anomalo riscaldamento del suolo e del fondale marino. 

Disastro di Chernobyl: ancora 5 milioni di persone in zone contaminate

Cinque milioni di persone continuano a vivere nelle aree della Russia, Bielorussia e Ucraina contaminate dall'incidente di Chernobyl del 26 aprile 1986. E' quanto denuncia Legambiente che chiede di fermare la costruzione di 2 nuove centrali nucleari. Grazie al Progetto Rugiada lanciato dall'associazione 100 bambini contaminati dalle radiazioni saranno visitati e curati.

di Legambiente 

Cinque milioni di persone continuano a vivere nelle aree della Russia, Bielorussia e Ucraina contaminate dall'incidente di Chernobyl

La Corea del sud chiude due centrali nucleari: difettosi 5.233 componenti

"Inevitabili blackout senza precedenti per il prossimo inverno" 

Fonte: greenreport

Oggi la Korea hydro & nuclear power (Khnp) ha chiuso per problemi tecnici il reattore 1 (da 1.000 MW) della centrale nucleare di Shigori, a Busan, avviato solo il 28 febbraio 2011. Solo ieri la Corea del sud aveva fermato definitivamente due reattori nucleari della centrale di Yeonggwang, per motivi di sicurezza, e il governo di Seoul ha avvertito la popolazione che questo comporterà «Blackout senza precedenti».

Il ministro sudcoreano della tecnologia, Hong Suk-Woo, ha detto che  i reattori della centrale nucleare di Yeonggwang, che sorge nella provincia meridionale di Jeolla, «Potrebbero restare fermi fino a gennaio in attesa di sostituire 5mila componenti che non sono stati appropriatamente testati», ma ha escluso che ci siano pericoli.

Per queste migliaia di componenti non testati, fusibili, ventole di raffreddamento, e commutatori di potenza e altro, definiti «Estranei ai reattori» , era stata fornita una falsa certificazione ed il ministro ora spiega senza fare una piega che «E' inevitabile che con la chiusura dei due reattori avremo blackout senza precedenti per il prossimo inverno».

Infatti la Corea del sud è uno dei Paesi più dipendenti dall'energia atomica: attualmente nel Paese asiatico sono in funzione 23 reattori nucleari che forniscono circa il 30% del consumo totale di energia elettrica. Le rivelazioni sulla vera e propria colossale truffa delle attrezzature nucleari potrebbe diventare un grosso problema per la costruzione di altri 16 reattori previsti entro il 2030. 

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio)

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa.  Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio)

BATTIPAGLIA DICE NO

BATTIPAGLIA DICE NO

SODALIS CSV SALERNO

SODALIS CSV SALERNO

CSV NET

CSV NET

SEGUICI SU FACEBOOK

SEGUICI SU FACEBOOK

SEGUICI SU TWITTER

SEGUICI SU TWITTER

SEGUICI SU YOUTUBE

SEGUICI SU YOUTUBE
isea-onlus.png
009-5x1000-png.png
isea-onlus---contatti.png
002-logo-png.png

ISEA Onlus - Come passi il tuo tempo

o.png
isea-onlus---note-legali.png
isea-onlus---privacy-policy.png
062---faq.png