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Sicurezza Alimentare

Banane contaminate da pesticidi. Le marche migliori e peggiori secondo un nuovo test

Uno degli ultimi test della rivista dei consumatori svizzeri K-Tipp ha preso in esame diversi marchi di banane per scovare la presenza di pesticidi al loro interno. 

Potremmo erroneamente pensare che, data la presenza di una spessa buccia, le banane siano esenti dal rischio che i pesticidi utilizzati nelle coltivazioni possano penetrare all’interno del frutto. Purtroppo non è così, come ha dimostrato un nuovo test condotto in Svizzera.

Come sottolinea K-Tipp la buccia di banana ha uno spessore di circa 3 millimetri e non è sufficiente a proteggere la polpa dai pesticidi. Le tracce dell’uso di sostanze chimiche che si adoperano nella coltivazione delle banane (ma anche post raccolta) rimangono all’interno del frutto.

L’utilizzo di una serie di pesticidi, tra l’altro, che come è noto vengono spesso irrorati dall’alto tramite aerei, mette seriamente a rischio anche la salute di chi lavora nelle coltivazioni di banane.

Latte artificiale per neonati: trovate micotossine (e persino antibiotici). Il test sulle marche più note

Un nuovo test ha analizzato le più note e utilizzate marche di latte in polvere destinato a neonati e bambini scoprendo che, la maggior parte di questi prodotti, contiene micotossine e altre sostanze sgradite.

L’ultima analisi della rivista Il Salvagente è tornata su un tema di cui si discute molto: le sostanze potenzialmente pericolose che si trovano negli alimenti dedicati ai più piccoli, in particolare nel latte in polvere.

Per capire cosa si nasconde dietro queste formule che possono essere in polvere o liquide, i laboratori de Il Salvagente hanno preso a campione 18 marche di latte artificiale, le più vendute in Italia, per valutare l’eventuale presenza di micotossine ma anche il quantitativo di zucchero e sale.

(Fonte: wikipedia) Le micotossine, nel loro significato letterale e più generale, sono sostanze chimiche tossiche prodotte da funghi. Alcune micotossine (amanitina, muscarina, ecc.) sono responsabili dei fenomeni di avvelenamento causati dal consumo di alcune specie di macromiceti, cioè di "funghi" nell'accezione comune del termine.

Mozzarella ... e sai cosa mangi?

Tutti concentrati sul lattosio, si finisce per non riflettere sulla presenza della furosina sul latte, sui formaggi, in particolare sulla mozzarella.
La furosina è una molecola presente nella pastasciutta, nei prodotti da forno, in particolare nella mozzarella caffè e in molti altri alimenti. Essa è aggressiva sui villi intestinali, assorbita nell’intestino tenue, entra nel sangue, non può essere bloccata, si diffonde nel tessuto connettivo presente in ogni organo per connettere le cellule tra loro. Destruttura il collagene e il tessuto connettivo compromettendo la nutrizione e la ossigenazione delle cellule. Può essere eliminata solo attraverso il rene. Insomma è una molecola inquinante.

Il colore della pasta

Il colore della pasta e' un indicatore della sua qualità nutrizionale.

Il marketing presenta sempre la pastasciutta con un bel colore giallo.

Occorre conoscere "come" nasce il colore giallo. La pastasciutta e' ottenuta da amido che ha colore bianco.

L'amido e' contenuto nei chicchi dei grani, ed ha un colore bianco.

Il glutine ha un colore giallo chiaro. Per aumentare l'intensità del colore giallo l'industria procede ad un aumento della temperatura di essiccazione della pastasciutta.

Si può arrivare ai 100 gradi centigradi, che "caramellizza" la pasta producendo un colore giallo inteso, un po' scuro.

La esposizione della pasta a 100 gradi ha lo scopo di togliere l'acqua dall'impasto.

Lievito di birra fatto in casa: le ricette degli chef facili da replicare

 

Il lievito di birra è ormai scomparso praticamente da tutti i supermercati. Tante persone costrette in casa, infatti, si stanno dilettando a preparare pane, pizza e altre ricette in cui è necessaria la lievitazione. Se anche voi non avete più questo ingrediente, potete provare a farlo da soli. Ebbene si, anche il lievito di birra si può autoprodurre!

Latte italiano: i marchi risultati senza nessuna traccia di antibiotici e farmaci

Cosa c’è nel latte italiano? Che negli allevamenti intensivi si faccia spesso uso (e abuso) di farmaci e antibiotici non è certo purtroppo una novità. Sostanze che finiscono sulle nostre tavole, ma gli esempi virtuosi di ‘latte pulito’ ci sono, vediamo quali.

Torniamo sull’argomento latte, dandovi qualche informazione e dettaglio in più rispetto all’articolo pubblicato ieri. Come avevamo anticipato, la rivista Il Salvagente ha condotto un’indagine analizzando 21 tipi di latte italiano fresco e a lunga conservazione acquistato nella GDO e nei discount. Tra i prodotti presi in considerazione non c’è comunque il latte biologico, che ha regolamenti più rigidi negli allevamenti.

Ikea ritira dal mercato i bicchieri da viaggio Troligtvis “Made in India”: possono rilasciare ftalati nelle bevande

ikea bicchere da viaggio troligtvis

Ikea ha richiamato e  ritirato dal mercato il bicchiere da viaggio Troligtvis perché può rilasciare livelli di ftalati in quantità superiori ai limiti di legge. In particolare, i risultati di recenti test “indicano che il bicchiere da viaggio Troligtvis riportante la dicitura “Made In India” può rilasciare livelli di dibutilftalato (DBP) superiori ai limiti stabiliti.

Il colosso dell’arredamento già da tempo ha eliminato gli ftalati dai prodotti destinati al contatto con gli alimenti. Ulteriori accertamenti hanno confermato che “i bicchieri contrassegnati con la dicitura “Made in India” possono presentare il problema segnalato e quindi Ikea ha deciso di ritirarli dal mercato nonostante il rischio di effetti negativi immediati sulla salute sia molto basso.

I bicchieri da viaggio Troligtvis sono stati venduti a partire dal mese di agosto 2019. A scopo precauzionale, Ikea raccomanda ai consumatori di non utilizzare quelli con la dicitura “Made in India” e riportarli in un punto vendita della catena dove saranno rimborsati, anche senza presentare lo scontrino.

Per ulteriori informazioni, è possibile contattare il servizio clienti al numero verde 800 924646

Si chiama Spirulina, la producono ad Acciaroli: è l’alimento più completo al mondo

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Spirulina: il super alimento in produzione ad Acciaroli, in uno stabilimento all’avanguardia. La NASA l’ ha adottata come cibo per gli astronauti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha definita l’alimento più completo al mondo, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti d’America (USDA) l’ha inquadrata come l’alimento del futuro.

Di quale “superfood” stiamo parlando?

Parliamo della spirulina, una microalga verde-azzurra di acqua dolce che viene considerata un elisir di lunga vita possedendo straordinarie proprietà benefiche per la salute dell’uomo.

Un super alimento che contiene dal 51% al 71% di proteine, comprendente tutti gli amminoacidi essenziali oltre a vitamine B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (nicotinamide), B6 (piridossina), B9 (acido folico), vitamina C, vitamina D, vitamina A e la vitamina E. La spirulina è inoltre una fonte di potassio, calcio, cromo, rame, ferro, magnesio, manganese, fosforo, selenio, sodio e zinco.

Un’alga speciale, che cresce rapidamente e ha bisogno di 20 volte meno spazio usato per la produzione di soia e 200 volte meno della produzione di carne bovina. In condizioni ottimali la spirulina può raddoppiare la sua biomassa ogni 2-5 giorni. Possiamo così avere un grande impatto positivo su due fronti: sul piano ambientale e sulla salute umana.

Quando il cibo ci fa morire: sicurezza alimentare, un’emergenza silenziosa

Oggi, nel mondo, quasi una persona su dieci (600 milioni di persone) si ammala a causa del cibo mangiato e 420.000 persone muoiono ogni anno

14 Feb 2019

Il cibo non sano crea un circolo vizioso di malattia e malnutrizione, che colpisce in particolare i neonati, i bambini piccoli, gli anziani e i malati. E come sempre, i più colpiti sono i bambini sotto i 5 anni di età che sono vittime del 40% dei casi di malattie di origine alimentare, con 125.000 decessi ogni anno
 

La rivoluzione (che non c’è) contro lo spreco alimentare

Oggi ricorre la V Giornata nazionale di prevenzione: secondo l’Ispra, per affrontare alla radice il problema dovremmo «focalizzare l’attenzione sull’importanza della autosufficienza alimentare e dello sviluppo coordinato di sistemi alimentari locali resilienti»

[5 febbraio 2018]

Si celebra oggi la V Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, istituita per tenere alta l’attenzione contro un problema ambientale ed economico (oltre che un dramma sociale) che ha assunto ormai dimensioni drammatiche.

Come ricordano oggi l’Ispra e l’Arpat citando dati Fao, a livello globale vengono sprecate circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, di cui l’80% ancora consumabile. Di questo miliardo, 222 milioni sono le tonnellate di cibo che vengono sprecate nei Paesi industrializzati: una cifra che, da sola, sarebbe sufficiente a sfamare l’intera popolazione dell’Africa Sub-sahariana. Inoltre, lo spreco alimentare è responsabile dell’emissione di 3,3 miliardi di tonnellate equivalenti di anidride carbonica emesse ogni anno in atmosfera (una quota inferiore solo a quella emessa dalle economia di Usa e Cina).

STOP ALL’ABBANDONO DEI RIFIUTI IN STRADA

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STOP ALL'ABBANDONO DEI RIFIUTI IN STRADA

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SALVIAMO LA TERRA - PIANTIAMO UN ALBERO

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Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio)

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa.  Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio)

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